Villa Berloni: tra architettura e attività sociale

by Redazione, 7 settembre 2010

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Il design e l’architettura che apprezziamo sono quelli che riescono a nascondersi nel territorio e allo stesso tempo ad esaltarlo con rispetto, colorandolo di tradizione e originalità. La ristrutturazione di una antica villa, di un giardino o di una chiesa, rappresenta dunque l’occasione non solo di ridare splendore alla tradizione ma anche di intervenire nella “vita” del territorio, e nei casi più virtuosi, nel tessuto sociale della cittadinanza.

Un esempio in questo senso è rappresentato dalla spendida Villa Berloni (ex Almerici), dimora quattrocentesca dell’entroterra pesarese. Precisamente la Villa sorge a Candelara, sulle colline che circondano Pesaro nella Valle del Foglia.

Un paesaggio tra immagine e realtà.

Il complesso di Villa Almerici (villa, chiesa, casolare e diversi ettari di terreno) viene acquistata nel 1986 dalla Mobili Berloni s.p.a. e nello stesso anno i lavori di restauro vengono affidati all’arch. Silvana Arcelli. Il progetto prevedeva sostanzialmente l’adattamento della struttura esistente alle nuove esigenze di utilizzo, puntando alla conservazione dei suoi ambienti.

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La ristrutturazione, durata due anni, ha riportato agli antichi splendori tutto il complesso a partire dal magnifico giardino segreto fino all’anfiteatro scalare.
Come testimoniano queste esclusive immagini pubblicate sul volume “Villa Berloni – ex Almerici a Candelara“, tutto il complesso è perfettamente inserito nel contesto paesaggistico della collina, offrendo un’istantanea panoramica davvero niente male.

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Ma non è tutto qui. Dicevamo prima come l’architettura che ci piace è quella che va oltre il semplice “restauro”, sconfinando nella vita del luogo, caratterizzandosi anche per una particolare attenzione al sociale.
La villa infatti è spesso location di eventi e feste, ma soprattutto è la sede della Fondazione Berloni (nata nel 1985).

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Qui, tra colline e giardini, Villa Berloni rappresenta un reale punto di riferimento nella lotta contro la talassemia, la più diffusa malattia genetica al mondo.
La Fondazione è attivissima su questo fronte con un costante impegno sociale e culturale: questi sforzi hanno contribuito, inoltre, alla costruzione dell’I.M.E. – Istituto Mediterraneo di Ematologia – con la creazione del Centro Internazionale dei trapianti nella Talassemia e nelle Sickle Cell Amenia (con sede a Roma).

Quando, nel 1985, venne costituita la Fondazione Berloni, il nostro intento fu quindi quello di creare una struttura in grado di rappresentare un reale punto di riferimento nella lotta contro la talassemia. Tra gli obiettivi che ci siamo proposti assoluta prevalenza é stata data alla promozione di studi e ricerche di carattere scientifico al fine di individuare, un giorno che si è poi dimostrato non troppo lontano, nuovi metodi di cura radicale di questa malattia, di sconfiggerla e di allargare gli orizzonti della ricerca anche ad altre malattie genetiche. (Antonio Berloni, Presidente)

Villa Berloni è dunque uno straordinario esempio di rivalutazione dell’esistente: un luogo che unisce il sapore per l’architettura antica, un verde di eccezionale cura e bellezza, il rispetto per l’ambiente circostante.
Tutto questo si arricchisce però di elementi ancora più importanti: l’attenzione agli altri, la passione e gli sforzi per fare di questo luogo un fondamentale centro per la promozione sociale.

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